ABETE ROSSO E ABETE DEL CAUCASO: due conifere fondamentali nei boschi dell’Europa

Aggiornamento: 23 mar


Dettaglio di un suggestivo sottobosco di abeti.


Caratteristiche generali: Abete rosso e del Caucaso

Dopo aver parlato dell’Abete Bianco (qui l'articolo), in questi sgoccioli di inverno non potevamo che riprendere dai suoi due “fratelli” della famiglia Pinaceae. Ovviamente ci riferiamo all’Abete rosso e a quello del Caucaso di cui abbiamo accennato nel nostro ultimo articolo. Il primo ha come nome scientifico Picea abies o excelsa e comunemente è chiamato peccio. L’abete rosso è molto diffuso nell’Europa del nord e centrale, oltre che nelle nostre Alpi (soprattutto in Alto Adige per quanto concerne l’Italia), attecchendo in varie tipologie di terreno. Esso sopporta bene temperature rigide e preferisce habitat con piogge regolari, terreni freschi ed estati non troppo calde e soggette a correnti marine. L’altitudine ideale si aggira tra i 1200 e i 1800 m s.l.m, ma può ridursi fino a 600-800 m o salire a 2100-2200 in particolari zone dell’arco alpino. L’abete rosso si adatta all’altitudine, con chiome più ampie a quote basse e, al contrario, chiome più strette a quelle alte. Ciò permette spettacolare albero di sopportare abbondanti nevicate.

L’abete rosso si caratterizza in genere per un portamento slanciato che può raggiungere e, talvolta, superare i 50 m di altezza; una longevità che tocca anche i cinque secoli di vita; aghi che si presentano singoli e non a gruppi.

Il secondo invece, nome scientifico Abies nordmanniana (in onore del botanico finlandese Alexander von Nordmann che lo catalogò nel 1838), è distribuito in un'area che va dal Caucaso e le coste del Mar Nero, fino all’Anatolia più a sud. Si tratta di un albero diffuso ad altitudini che variano dai 200 ai 1.200 m s.l.m., in grado di sopportare temperature molto basse (fino a -25°) e maggiormente sia l’umidità sia la siccità. In altre parole è meno esigente e più resistente. La forma della chioma è conico-piramidale e in genere più regolare di quella dell’Abete bianco. Questo particolare abete ha poi una ripresa vegetativa piuttosto ritardata, con la fioritura che avviene tra aprile e maggio.


Areale in Europa della Picea abies, abete rosso. Fonte Wikipedia.

Caratteristiche tecniche

Le differenze tra le due tipologie di abete possono essere anche molto piccole, ma qui basta riconoscere quelle principali per imparare a distinguerli:

  • Nell’abete rosso gli aghi hanno sezione quadrangolare e sono appuntiti; quelli dell’abete del Caucaso appiattiti con apici arrotondati.

  • La corteccia dell’abete rosso è sottile e rossastra (da cui il nome) e con l’età diventa di colore grigio-bruno con strato inferiore bruno-ferruggineo, ma mantenendo nei rami secondari il caratteristico colore bruno-rossastro.

  • La corteccia dell’abete del Caucaso è, invece, di colore grigio-argenteo (più simile all’abete bianco), si presenta liscia e sottile nelle piante più giovani, divenendo con il tempo più spessa, «ruvida e screpolata».

  • L’abete rosso e quello del Caucaso, rispetto a quello bianco, hanno molta più resina al loro interno, il che ne rende il legno più resistente, con implicazioni in fase di utilizzo che vedremo a breve.

Vista l’importanza dell’abete rosso nelle nostre Alpi, vogliamo riportare ulteriori caratteristiche tecniche qui di seguito:

  • Allo stato fresco pesa mediamente 860 kg/m³. Dopo normale stagionatura 450 kg/m³.

  • La tessitura è media, con fibratura piuttosto diritta negli alberi cresciuti in fustaia regolare e a quote minori ed elicoidale negli alberi isolati soggetti a forti venti

  • Ritiro da basso a medio.

  • L’abete rosso ha una resistenza alla compressione assiale normalmente di 38 N/mm², a flessione 73 N/mm² e durezza modesta. Il comportamento all'urto è basso.

  • Modulo di elasticità 15.000 N/mm².


Tavole in abete rosso. Commercializzazione legnami a Verona
Tavole in abete rosso.

Qualità e difetti dell’abete

A prescindere dalla specie, il legno di abete presenta un piacevole colore chiaro tendente al bianco-giallino, con striature leggermente rossastre, più marcate nell’abete rosso. Come per l’abete bianco parliamo di legnami facili da lavorare e, soprattutto, dall’importante impatto sui piani dell’ecosostenibilità ed economicità. Ciò è merito della rapidità con cui raggiungono dimensioni importanti e del molto legname che danno. Senza dimenticare che il legno di abete presenta bassi valori di trasmittanza termica, qualità che consente di ridurre gli scambi termici ed è altresì un ottimo isolante acustico. Il legno di abete è molto prezioso in edilizia grazie a queste qualità e alla sua elasticità, da cui l’ampio uso in zone sismiche.

Tra i punti deboli di abete rosso e del Caucaso vi sono la durabilità non altissima a causa della facilità con cui gli alberi vengono attaccati da muffe e insetti, senza tralasciare i danni causati dai daini. Pure gli agenti atmosferici sono un problema per questa tipologia di legnami, che richiedono dunque, particolari accorgimenti.


Principali utilizzi del legno di Abete rosso e del Caucaso

Il legno di abete rosso e del Caucaso trova molte possibilità di utilizzo: dai «mobili alle opere di carpenteria, dalla costruzione di case prefabbricate alla realizzazione di infissi e porte» fino alla produzione di pellet altamente efficiente (abete rosso). Il tutto tenendo conto che la maggiore presenza di resina li rende più resistenti del legno di abete bianco.

Nel dettaglio va specificato che l’abete del Caucaso viene così ampiamente sfruttato per lo più nelle regioni dove cresce in modo spontaneo, mentre in paesi come il nostro è visto quasi esclusivamente come albero ornamentale (in parchi e giardini o come albero di Natale).

Passando all’abete rosso, il suo legno è utilizzato nella prodizione di «mattonelle per pavimenti di legno, impalcati, travi, travetti, ossature per coperture». Inoltre, esso è apprezzatissimo per la produzione di casse armoniche di strumenti a corda di pregio come violini e violoncelli. Non a caso si parla in questo settore di nicchia di abete rosso "di risonanza": una “sottospecie” che garantisce proprietà uniche di amplificazione del suono.

Una menzione merita, infine, l’abete Douglas o americano, che include 5 specie che crescono spontaneamente in Nord America e Giappone. Il legno di questi alberi presenta performance ancora in alcuni testi di trazione e compressione. Molti sono gli utilizzi in comune con gli altri legni di abete, tra cui mobili e infissi (di maggior pregio), ma il suo peso specifico e la minore elasticità lo rendono meno preferibile in case prefabbricate antisismiche e più adatto nel settore navale.


Travi massicce in abete per edilizia. Ottolini Legnami, Veneto
Travi massicce in abete per edilizia. Ottolini Legnami.

Curiosità

Nelle nostre montagne del Nord Italia parecchi sono gli appassionati di funghi che camminano nei boschi alla ricerca di funghi. Molti lo fanno proprio dove si trovano gli abeti rossi, con la speranza di trovare i deliziosi funghi porcini nel sottobosco. In realtà i maestosi abeti rossi ospitano anche molti altri funghi sia commestibili sia non commestibili e tossici. È bene, perciò, informarsi correttamente o affidarsi ad esperti per non rischiare di incappare in incidenti anche gravi e magari scoprire altre delizie da usare in cucina.

La corteccia dell’abete rosso è ricoperta da una «sostanza resinosa, gommosa e cerosa, da cui si ricava la celebre propoli», sostanza che apporta beneficio al nostro corpo: è infatti un rimedio naturale per il mal di gola, con «funzione terapeutica, antiossidante, battericida e anti infiammatoria».

In Italia l’Abete rosso è diffuso in modo minore rispetto, per esempio, a paesi confinanti come Austria e Svizzera e i cambiamenti climatici ne stanno mettendo a dura prova la capacità di adattamento. A questo problema se ne aggiunge un secondo. L’Italia ha un’importante percentuale di territorio boschivo (sesto posto dietro Svezia, Finlandia, Spagna, Francia e Germania), eppure importiamo molto legname e abbiamo uno scarso controllo su questo inestimabile patrimonio ambientale ed economico. Ciò si traduce in dipendenza dall’estero e, soprattutto, in incapacità di controllare eventi estremamente dannosi quali incendi e diffusione di parassiti.


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